martedì 14 aprile 2015

Pausa causa eccesso di Vata.

Cambiare casa è un fatto comune, capita spesso nella vita di chiunque di muoversi e di conseguenza cambiare abitudini per un periodo più o meno lungo, vivere tra uno scatolone ed una valigia ritrovandosi alla ricerca di un libro o di un paio di pantaloni in giro per casa.
Pensavo a tutto ciò durante il mio recente trasloco ed alla possibilità di vedere questo evento sotto una "visione ayurvedica". Su cosa accade e quali siano gli effetti sul mente-corpo e come capirli.
Secondo l'Ayurveda la natura è composta da cinque elementi (1) riscontrabili nelle qualità dell'oggetto osservato.
Nel caso di un trasloco l'elemento interessato è Vayu (2). Per sua natura Vaju si muove e caratterizza tutto ciò che circola. Nel corpo umano questo elemento governa il flusso nei vasi sanguigni, la peristalsi negli organi digestivi o le comunicazioni del sistema nervoso.
Quindi essendo la qualità principale del trasloco il movimento, a causa del trasferimento in un nuovo ambiente, del cambiamento di orari nella routine giornaliera e delle diverse scelte alimentari dovute alla confusione di ritmi e al doversi districare tra scatole e valigie. Tutte situazioni che coinvolgono Vaju e di conseguenza accrescono Vata (3), composto da Vayu ed Akash.
Akash (etere) comprende tutti gli spazi, l'esempio più semplice è una stanza dove all'interno l'aria (Vayu) e i corpi possono muoversi o stabilizzarsi, nel corpo fisico Akash governa tutte le cavità negli organi e nelle strutture come le ossa.
Un'esibizione delle Frecce Tricolori può essere un buon esempio di pensiero Vata, con velocità, cambi di direzioni dei pensieri ed idee brillanti. Il tutto però svanisce nel fumo per mancanza di continuità. 
E quali sono le conseguenze dirette nel nostro corpo?
Per loro natura la mente ed il corpo si adattano alle circostanze. In queste condizioni nei vari sistemi fisici si crea un accrescimento del dosha Vata che in base alle singole caratteristiche individuali (4) vanno a sensibilizzarsi, esponendo le persone a vari sintomi. Ad esempio la difficoltà nel sonno, l'irritabilità o i cambiamenti nel transito intestinale come chiunque ha provato in circostanze del genere.
Compresa la situazione in cui mi trovavo, districandomi tra scatole, valige, oltre ad impegni quotidiani come il lavoro, il blog diventava un eccesso da gestire. La pausa è un'applicazione di due pricipi (5) della medicina ayurvedica, quali:

- il simile accresce il simile.

- gli opposti si compensano e quindi si curano a vicenda.

Nel primo caso aggiungendo altro movimento, nella mia situazione il pensiero per il blog, aumenterebbe ulteriormento Vayu e quindi andrei ad aggravare Vata e tutti i suoi effetti. Mentre nel secondo caso opponendo al movimento una pausa, intesa come stabilità, vado a contrastare gli effetti di Vata calmandolo.
Nel periodo in cui si attuano dei cambiamenti, anche se piccoli, sarebbe d'aiuto mantenere per quanto è possibile una routine giornaliera, cercando di non cadere nel circolo della confusione provocata dal movimento, ponendo attenzione a non mangiare in maniera confusa, rispettando il ciclo sonno-veglia. Calmarsi e ascoltare il proprio corpo può essere d'aiuto per contrastare gli effetti di Vata, ma non la soluzione, che comunque si muoverà, ma almeno lo si potrà tenere a bada.

(1): i cinque elementi (panchamahabhuta) sono terra, acqua, fuoco, aria ed etere o spazio.
(2): Vayu: nome sanscrito dell'elemento aria, gli altri sono nell'ordine: Prithvi(terra), Jala (acqua), Tejas(fuoco) e Akash(etera).
(3): i Panchamahabhuta vengo divisi in tre dosha(umori del corpo)che ne rispecchiano le qualità e le caratteristiche, questi sono Kapha, che rispecchia gli elementi Prithvi e Jala, Pitta che esprime le qualità di Tejas e in parte minore di Jala, ed infine Vata che rivela Vayu ed Akash.
(4): caratteristiche individuali: ogni individuo come ogni forma materiale è composto da tutti i Panchamahabhuta con intensità diverse e quindi rivelando caratteristiche psicofisiche personali.
(5): due principi: il concetto è semplice, ogni cosa con le stesse caratteristiche ne aumenta le qualità, per esempio se al calore si somma del calore se ne aumenta l'intensità. Al contrario se al caldo si oppone del freddo se ne diminuirà l'intensità.