lunedì 12 ottobre 2015

Dr. Narayan Nambi, seconda parte.

Mario: Buon giorno Dr Nambi e grazie per la sua disponibilità.
Come le spiegavo l'idea del blog nasce da quei strani percorsi che la vita ci riserva e che porta noi occidentali ad incontrare l'Ayurveda, ma di fronte a lei devo cambiare il titolo in "Ayurvedico per Karma".
Quindi cosa significa nascere Vaidya Ayurveda (1)?

Dr Nambi: Uno degli scopi dell'essere nato Vaidya Ayurveda è di servire la società attraverso i paradigmi della salute, aiutando le persone a livelli diversi.
Quando l'Atman (2) prende un corpo ricerca quello ideale attraverso il quale si può realizzare, questo è Karma (3).
Secondo me il karma ha diverse tipologie, una fisica, una mentale e una che si sviluppa in relazione alle prime due.
Lo scopo ultimo del Vaidya è di aiutare la persona a guarire dai suoi problemi di salute, in relazione con la persona e la società.

Il Vaidya ideale possiede 3 abilità:
- La prima è l'essere insegnante, dopo che egli stesso ha concluso il proprio percorso formativo insegnerà ai propri discepoli, questo gli permetterà di incontrare le proprie aspettative mondane.
- La seconda è Acarya (4), dove prova e sperimenta nella propria esperienza di vita ciò che viene detto negli Sastra (5).
Ciò significa che egli intende fare il proprio Acarya, incorporando i principi dell'Ayurveda nello stile di vita, divenendo un modello per le generazioni successive.
- Infine nel terzo livello egli si trasformerà lentamente in un guru (6) o maestro così che egli stesso innalzerà le persone dal loro piano verso piani più alti.

Queste sono le tre cose importanti per le quali un Vaidya è nato.

M: Un importante e non facile percorso di vita, con un obbiettivo non semplice da raggiungere.

Dr N: Nei testi ayurvedici, come la Charaka Samhita (7) per esempio, la posizione del Vaidya è più o meno uguale o superiore a quella del Re.
Questo perché se il Re morisse ci sono i vari membri della famiglia che possono ricoprirne il ruolo, mentre nel momento della perdita del Vaidya non si perde solo la persona ma tutta la sua conoscenza e per portare un giovane Vaidya a quel livello serve molto tempo.
Quindi nei testi si chiede di aver sempre cura del Vaidya.

M: Pensando agli occidentali, cosa pensa sia necessario per chi inizia ad interessarsi all'Ayurveda?

Dr N: Una delle cose principali nelle società occidentali è la perdita della "saggezza della natura".
Per esempio in Italia, circa il 70% della popolazione vive in città dove non ha nessun contatto con la natura.
Supponiamo che tu voglia avere un vero contatto con la natura, devi prima di tutto conoscerne le leggi. Questo avveniva nel passato attraverso la tradizione popolare delle diverse culture.
In occidente si hanno delle tradizioni ma di queste si sono perse le radici.
Invece l'Ayurveda è una tradizione vivente che può essere presa come strumento da alcune culture nel mondo per il risveglio delle proprie tradizioni e delle proprie abilità, ridefinendo e ricreando le proprie stesse tradizioni.

M: Parlando di lei, qual'e' l'argomento in Ayurveda che più le interessa, che più sente vicino al suo pensiero?

Dr N: Nella mia vita nascere in una famiglia molto antica è stato di vitale importanza, dove viene praticato l'Ayurveda tradizionalmente.
Quindi per me è molto importante mantenere le mie tradizioni intatte e queste devono essere aggiornate nel tempo.
Questo è il vero obbiettivo che ho avuto sin dall'infanzia. La più antica conoscenza dei i miei avi, devo riadattarla secondo il tempo e lo spazio attuale.
Il tempo e lo spazio continuano a cambiare e questa tradizione ha bisogno di essere riadattata.

M: Suppongo non sia facile riadattarla a questa società o forse questa società non è pronta ad essere riadattata.


Dr N: Concordo.

M: Per terminare le chiedo un consiglio che possiamo mettere in pratica giornalmente per vivere l'Ayurveda.

Dr N: Per me essere più ayurvedico significa cercare di capire la natura attraverso gli strumenti che l'Ayurveda ci offre.
L'importante è cercare di comprendere, potrei dire, cercare di trovare il proprio Dharma (8).
Questo è il mio messaggio.
E' difficile spiegare il significato di Dharma in poche frasi, per chiarire il Karma è l'azione, mentre Dharma è l'azione con uno scopo 
Quindi ognuno di noi deve trovare qual'è il proprio Dharma: perché sono qui? Qual'è il mio dovere e responsabilità in questa vita?
Identificare il Dharma non è molto difficile, ci sono le possibilità per trovare il proprio Dharma, quindi seguiamolo.
E' molto importante.



Vaidya Ayurveda (1): Sapiente, colui che ha ricevuto la conoscenza. Il termine vaidya, che deriva dalla radice vid “conoscere”, significa “conoscitore” o “persona di conoscenza”.In questo caso: conoscitore dell'ayurveda.

Atman (2): Letteralmente anima, spirito, essenza ma anche respiro, soffio.


Karma (3): Azione. Se utilizzato come sostantivo denota l'azione: karma-yoga o pancha-karma. Mentre nella religione e filosofia denota il frutto delle azioni compiute dall'essere vivente.


Acarya (4): Maestro, colui che attraverso l'esperienza e l'esempio trasmette e guida verso la conoscenza


Sastra (5): Libro o trattato. In questo caso si riferisce ai testi di Ayurveda.


Guru (6): Maestro, persona di rispetto. Letteralmente guru significa anche pesante, come pesante è la conoscenza che porta con sé.


Charaka Samhita (7): E' una composizione di testi scritta attorno al 400-200 A.C. Viene definito uno dei testi più antichi e uno dei più importati tra i testi ayurvedici.


Dharma (8): Legge, dottrina, virtù, merito religioso, natura, peculiarità. Sono considerate Dharma tutte le pratiche spirituali, discipline, rituali e azioni virtuose.

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