giovedì 24 marzo 2016

Dot Bowen, segretaria di A.P.A.

Nel post precedente, intitolato "A.P.A. - Ayurvedic Practitioner Association", con Dot Bowen, segretaria di A.P.A., abbiamo parlato di come viene regolamentata l'Ayurveda in Gran Bretagna.
Alla fine chiedo a Dot di condividere con noi la propria esperienza attraverso l'Ayurveda. 
Ne esce un'ottimo esempio di "Ayurvedica per caso": 

Dot: Sono nata in Nuova Zelanda e nel mio viaggio attraverso vari paesi ho incrociato lo Yoga. Attraverso questa disciplina sono venuta a conoscenza dell'Ayurveda al punto da volermi formare come terapeuta.
Ho iniziato a frequentare un master in Ayurveda presso l'università del Middlesex a Londra, ed attraverso una serie di coincidenze ho incontrato l'A.P.A. fino ad iniziare a lavorare come segretaria per l'associazione.
Posso dire di essere stata molto fortunata, questa esperienza mi ha permesso di partecipare a molti eventi e conferenze e di conseguenza conoscere medici e terapeuti, i quali hanno condiviso le proprie conoscenze.
Questo modo di conoscere si contrapponeva allo sterilità di certe lezioni universitarie, le quali a volte non risultavano troppo ispiratrici.
Comunque entrambe le situazioni mi regalarono l'opportunità di comprendere il percorso di formazione e reclutamento dei terapeuti.

Mario: Come' trasportare le conoscenze dell'Ayurveda dagli insegnamenti alla vita di tutti i giorni?

D: L'Ayurveda è stata come una scossa all'interno della mia vita, quindi non è stato difficile, tanto da permearla in ogni aspetto, dal lavoro alla routine famigliare.
Ad ora è un viaggio che dura da 8 anni, il quale ha visto la nascita di tre figli, in cui tutto viene regolato e visto attraverso i principi dell'Ayurveda. 
Quindi non vedo ragioni per cui i semplici principi di questa medicina non possano essere al di sopra di tutto ciò che facciamo, dal cibo o qualsiasi altra cosa.

M: L'ultima domanda, c'è una parte dell'Ayurveda che apprezzi maggiormente, che sentì più vicina al tuo modo di essere? Per esempio l'uso di erbe, i massaggi o la cucina.

D: Direi che non ho una preferenza, penso che nel percorso che ognuno di noi deve compiere si alternino fasi ed interessi diversi riguardo ai vari aspetti dell'Ayurveda.
Potrei dire di aver iniziato ad interessarmi all'alimentazione e di conseguenza l'attenzione si spostò sulla filosofia ed in un secondo momento l'interesse verso i trattamenti del corpo e l'esperienza di questi. 
Nella mia pratica prediligo i trattamenti manuali, i quali mi permettono un lavoro sul corpo che porta alla consapevolezza di questo, concetto importante anche nello Yoga. Questo mi ha aiutato a capire il corpo e l'incredibile meccanismo che sta dietro all'aspetto puramente fisico, vedendolo non come singole parti, ma come un cosmo in se stesso in cui tutto fluisce.
Il ritorno alla filosofia è inevitabile, la consapevolezza di se' come parte di un disegno più ampio, con la semplice richiesta di vivere una vita meno stressante, calmandone i ritmi.
Per questo non riesco a dividere l'Ayurveda in parti, perché l'Ayurveda fa parte della vita in tutto, dalle piccole alle grandi cose, come è impossibile immaginare un braccio senza un corpo, così è impossibile pensare al senso della vita senza comprendere ciò che ci stà attorno.
Comunque, se devo scegliere penso al massaggio come ambito preferito, penso che nelle persone che vivono in occidente la mancanza fondamentale sia lo scorretto contatto fisico, come diceva appunto il Dottor Lad questa mattina, "Normalmente non diamo amore durante il tocco", tra persone ci sono contatti fisici, per esempio la stretta di mano, ma il più delle volte sono contatti poco umani, per questo un terapista deve avere la capacità di trasportare attraverso il tocco consapevole un amore più profondo.
La maggior parte delle persone necessità di massaggio e dar loro un'esperienza di guarigione attraverso il tocco è, secondo me, la via migliore per aprire gli altri all'auto comprensione.

Lascio Dot, mentre lei attraversa il viale per tornare ad organizzare la seconda parte della giornata del corso, mentre io assaporo ancora un po' il vento del nord che carico di nubi di lì a poco riporta la pioggia sui giardini del Bhaktivedanta Manor.

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