lunedì 30 maggio 2016

Dr Narayan Nambi, la visione ayurvedica.

Thrissur, Kerala.
Novembre 2015

Arrivando dal nord dell'India, il Kerala ti avvolge con le lagune, le onnipresenti palme, la frutta fresca e le spiagge lunghissime.
Mi fermo a Kochi per gli ultimi due giorni di un veloce viaggio di piacere, ma ne approfitto per recarmi a Thrissur, dove incontrerò il Dottor 
Alathiyoor Narayanan Nambi.


Ci sediamo sotto una parte del centro dove tiene i corsi di formazione, gli preannuncio l'idea di continuare il discorso fatto a maggio via Skype, scritto sui post:


ayurvedicopercaso.blogspot.it/2015/09/dr-narayanan-nambi-prima-parte.html

ayurvedicopercaso.blogspot.it/2015/10/dott-narayan-nambi-seconda-parte.html

Ci eravamo lasciati mentre raccontava il suo interesse nel riadattare i valori dell'Āyurveda alla nostra società, al mondo odierno, volevo chiederle quali sono le problematiche che incontra maggiormente in questo ambito?

Il problema maggiore che si riscontra proviene dall'influenza dell' analisi scientifica in ogni aspetto della società. La chimica, la biologia e la fisica hanno un peculiare metodo di osservazione da parte del soggetto, di conseguenza la società ne viene influenzata creando un pensiero scorretto: C'è solo un modo di osservare la vita.
L'Āyurveda come scienza mi dà l'opportunità di esaminare il mondo da una diversa prospettiva.
C'è la necessità di avere un punto di vista diverso, questo viene chiamato darśana(
1), ci sono 6 tipi di darśana:


Nyāya

Vaiśeṣika
Sāṃkhya
- Yoga
- Purva Mimamsa

- Uttara Mimamsa

Una delle intenzioni più importanti per il mondo è che le persone possano essere consapevoli che si può esplorare il mondo con prospettive diverse.
Posso osservare una pianta non solo attraverso la fisica, la chimica o la botanica, ma posso utilizzare un'ottica diversa come il gusto o l'odore oppure come agisce nel mio corpo.
Questo è un modo completamente diverso dai metodi esistenti di studiare le cose, questo è
l'Āyurveda, che nel profondo vuole aiutare le persone a comprendere che attraverso la conoscenza della natura possono comprendere se stessi.

Forse il problema deriva dall'eccessivo uso della tecnologia?


Questo è vero, ora possiamo usare molta tecnologia, con tutto ciò che questa può creare, come nuovi materiali e quindi nuovi oggetti, ma questo porta ad avere una visione distorta e limitata della realtà. 
Ti faccio un esempio:
C'è stato un periodo in cui i bambini soffrivano di varie malattie, come la tubercolosi, con l'arrivo di analisi come i raggi X, l'ECG, gli ultrasuoni e con tutto ciò le analisi risultano più facili.
Ma ora che i bambini hanno problemi come l'iper attività, in questi casi la tecnologia come metodo d'investigazione non può dirci molto, per esempio sulle cause, quindi sappiamo che come metodo non è l'ideale. 
Questo significa che è sbagliato cercare di comprendere questo problema attraverso il solo uso di questi metodi, diviene una visione limitata.
A questo punto esisto altre possibilità per avere una visione diversa delle cose, come i sistemi tradizionali, l'Āyurveda è uno di questi e c'è molto spazio per queste conoscenze.

Ma la società accetta e risponde positivamente a queste possibilità?


Certamente, la società si sta' guardando attorno e sta' ricercando questi tipi di possibilità, perché ultimamente i bisogni delle persone sono rivolti alla soluzione dei loro problemi.

Per esempio se voglio contattare una persona per telefono, non mi interessa se sto utilizzando IOS o Android come piattaforma, la mia attenzione è focalizzata sul messaggio e sulla persona con cui voglio parlare e non sul mezzo che utilizzo. 
Quindi qualsiasi persona ha i propri problemi da risolvere, di conseguenza cerca i modi più adeguati a eliminarli.
Se prendiamo la salute ad esempio, l'Āyurveda come sistema medico può essere utile in molte problematiche che la medicina scientifica fatica a migliorare.

Certamente in India è più semplice una connessione tra Āyurveda e medicina allopatica, per lei in Europa può essere possibile questo o ci vorrà ancora del tempo?


Attualmente in Europa la situazione è un po' più complessa, però ci sono due opportunità:


- La prima possibilità è che con l'aiuto dell'Āyurveda l'Europa reinventi le proprie conoscenze dei sistemi di cura tradizionali.

In passato esisteva una profonda conoscenza delle erbe, sicuramente persa negli anni attraverso guerre e scontri, con molto materiale bibliografico e personale perso per sempre.
Ma questo era solo materiale, erano libri e persone che non possiamo più interpellare, ma la conoscenza c'è ancora, è solo sopita.
L'Āyurveda come sistema di conoscenza tradizionale può aiutare a connettere il passato con il presente, quello che voglio dire è che con l'aiuto dell'Āyurveda possiamo aiutarvi ad apprendere quali sono le qualità delle piante europee, quindi non per forza solo quelle indiane, e quali possano esserne gli utilizzi.
Attualmente tutti gli stati europei sono ricchi di erbe medicinali, ma si sono perse le tradizioni, avete molta storia e cultura, per questo vi impegnate a ristrutturare chiese antiche, castelli, palazzi, vi prendete cura di molte cose, ma come recuperare le conoscenze che derivano dalla tradizione?
Per esempio se io mi trovassi in Italia, potrei, attraverso le conoscenze ayurvediche provare erbe a me sconosciute, definirne le qualità e la loro utilità ed il possibile utilizzo.
A questo punto potremmo incrociare ciò che era nella vostra tradizione, per esempio "fa bene per la tosse", definendo che fa bene per un problema vayu, e così di pianta in pianta. Tutto ciò senza dover osservare le proprietà chimiche e senza dover fare test complessi.
Pensa a quale immensa possibilità abbiamo e migliore delle medicine chimiche, questo è il primo punto.

- La seconda possibilità è diminuire il divario che limita la medicina non convenzionale in Europa, dove la medicina scientifica detiene il primato e poi si pone interesse sulle medicine non convenzionali.

Questo dà poco spazio a conoscenze tradizionali come l'Āyurveda, anche se hanno una forte componente filosofica, forti radici nelle tradizioni e tutto questo potrebbe completare la scienza medica stessa.


Mi sorge una domanda connessa all'utilizzo di erbe indiane, secondo l'Āyurveda si consiglia l'utilizzo di erbe e cibo proveniente dalla zona in cui si vive, perché più legati alla stagionalità e alle qualità del territorio. Cosa ne pensa?

Il concetto è giusto se osservato in un contesto ristretto, ma non rispecchia la realtà delle cose.

Nell'utilizzo di erbe medicali o nell'effetto di determinate terapie, l'Āyurveda utilizza una visione più ampia nel guardare attraverso le cose, senza limiti se ciò che si osserva sia una pianta, un minerale o un metallo, qualsiasi cosa appartenga a questo mondo ha un'utilità, dipende solo come tu la osservi e di conseguenza ne comprendi le qualità.
Per questo, in accordo con i principi ayurvedici, si afferma che provando a comprenderne Guṇa, Dosha, Vīrya e Vipaka (2), quindi le regole fondamentali che definiscono l'elemento in questione, tutto ciò è applicabile universalmente.

Si deduce che non esistono confini.


No assolutamente.

Facciamo un esempio:
l'aria che ci circonda fondamentalmente è composta dall'elemento Etere (Ākāśa), ed una qualità di Ākāśa è il freddo.
Quindi quando si abbassa la temperatura a -5°C o -10°C i nostri orecchi, ci dicono: "Sento molto freddo", questo perché, hanno qualità simili.
Mentre gli occhi fondamentalmente sono Ruksha, quindi con qualità calda, in un ambiente freddo sono felici. Per questo a -20°C chiunque si coprirà gli orecchi ma non gli occhi, al contrario a 40°C i nostri occhi soffriranno, ti diranno "stiamo bruciando", mentre gli orecchi saranno felici.
Quindi non si può negare che gli occhi siano un'espressione di Agni, come gli orecchi di Ākāśa, sono esperienze che tutti abbiamo provato.
Come si può negare quindi il concetto dei Mahabhuta (3) e affermare che stai dicendo delle sciocchezze?
Questa è un'espressione della realtà e non esprime concetti incredibili, questa è come si comporta la natura delle cose.
E finché il mondo esiste funzionerà, nel momento in cui la natura collasserà in un'unica energia ed il mondo non esisterà più tutto ciò non ci sarà più, quindi non servirà.

(continua)



1 - Darśana: ciò che insegna, esame, osservazione, visione, giudizio, dottrina filosofica. 

Nell'osservazione della realtà si utilizzano 6 dottrine filosofiche aventi diverse prospettive:
"Nyāya - logica, Vaiśeṣika - scienza degli atomi, del microcosmo, Sāṃkhya - tesi sull'evoluzione, Yoga - disciplina del corpo e dello spirito, Vedanta - esoterismo, Mimamsa - responsabilità e ricompense." H.H Rhyner, Ayurveda, the gentle health system, Ed Sterling. 
2 - Guṇa: Qualità o attributo, caratterizza tutta la materia. 
Dosha: Principio e sostanza bioenergetica. F.J. Ninivaggi, Āyurveda, ed Ubaldini.Alterazione, malattia. Dizionario Sanscrito-Italiano,ed Avallardi.
Vīrya: La forza della sostanza ingerita.
Vipaka: Cottura, maturazione, effetto. Dizionario Sanscrito-Italiano,ed Avallardi. Effetto post digestivo di un alimento o sostanza.
3 -Panchamahabhuta o 5 elementi: Prithvi-terra, Jala-acqua, Tejas-fuoco, Vaju-aria e Akash-etere. Divisi in tre dosha (umori del corpo) che ne rispecchiano le qualità e le caratteristiche, questi sono Kapha, che rispecchia gli elementi Prithvi e Jala, Pitta che esprime le qualità di Tejas e in parte minore di Jala, ed infine Vata che rivela Vaju ed Akash.

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